Decreto Energia 2025: cosa è cambiato dal 28 luglio

da | Ott 27, 2025

Dal 28 luglio 2025 il dibattito sull’energia si è concentrato su tre nodi: rete elettrica in affanno nelle connessioni, approvvigionamenti gas da rendere più stabili e regole per data center sempre più energivori. Il Governo ha messo mano a un Decreto Energia che punta a sciogliere questi punti e a spingere tecnologie utili alla decarbonizzazione (come la cattura e lo stoccaggio della CO₂). La discussione in Consiglio dei Ministri è calendarizzata per martedì 28 ottobre 2025: da lì il testo potrà essere licenziato e quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Che cosa prevede la bozza del Decreto Energia 2025

Il decreto, così come delineato nelle anticipazioni ufficiali, è un intervento “di sistema”. Ecco i capitoli più rilevanti spiegati semplice:

  • Rete elettrica e “saturazione virtuale”

    Oggi molte richieste di connessione a impianti rinnovabili e accumuli occupano capacità pur non diventando mai cantieri. La bozza introduce un meccanismo per liberare capacità bloccata e rimetterla in circolo. È previsto un cruscotto pubblico (portale T.E.R.R.A. di Terna) con aggiornamenti periodici sulla capacità effettivamente disponibile, per alzare la trasparenza e accelerare gli allacci.

  • Gas release e stabilità dei prezzi

    Il sistema di “rilascio di gas” viene reso più flessibile: oltre alla piattaforma dei mercati energetici, si aprono spazi a contratti bilaterali e strumenti che diano continuità agli approvvigionamenti. L’obiettivo è ridurre la volatilità e allineare meglio i prezzi ai fondamentali.

  • Data center come infrastrutture strategiche

    I grandi centri di elaborazione dati avranno iter autorizzativi più lineari e tempi certi. La logica è duplice: sostenere la trasformazione digitale e, insieme, imporre criteri di efficienza energetica e integrazione con sistemi di produzione/recupero di energia.

  • CCUS (cattura e stoccaggio della CO₂)

    Il decreto apre la strada a incentivi e cornici regolatorie per lo sviluppo della filiera: cattura nei siti industriali, trasporto e stoccaggio geologico. È un tassello utile per decarbonizzare settori “hard-to-abate” dove l’elettrificazione non basta.

I provvedimenti già in vigore

  • Decreto “Bollette” n. 19/2025 → Legge 60/2025
    È la cornice che ha rafforzato trasparenza e controlli sulle offerte luce e gas nel mercato libero: documenti più chiari, obblighi informativi più stringenti, vigilanza potenziata.

  • Conto Termico 3.0 (D.M. 7 agosto 2025)
    Pubblicato in Gazzetta: entra in vigore il 25 dicembre 2025. Non è una tariffa, ma un sistema di incentivi per interventi termici (pompe di calore, solare termico, sistemi di controllo, ecc.) che riducono i consumi nel tempo.

  • Agrivoltaico (D.M. 149/2025)
    Aggiorna e semplifica le regole per i progetti che uniscono agricoltura e fotovoltaico, con finestre e requisiti definiti per accedere agli incentivi.

Perché questo decreto è rilevante

  • Perché agisce su colli di bottiglia (connessioni in rete) che rallentano nuovi impianti rinnovabili.
  • Perché mette ordine su data center destinati a crescere ancora, riducendone l’impatto energetico.
  • Perché prova a stabilizzare il mercato del gas, riducendo gli shock che si riflettono sui prezzi all’ingrosso.
  • Perché apre un canale strutturale a tecnologie CCUS, necessarie per l’industria pesante.

In chiusura

Dal 28 luglio ad oggi il percorso è passato dalle bozze alla calendarizzazione politica del 28/10/2025. Il Decreto Energia 2025 si pone obiettivi strutturali importanti: più connessioni utili, investimenti più rapidi dove servono, basi più robuste per l’approvvigionamento e la decarbonizzazione. Fino ad allora, restano fermi i provvedimenti già in vigore e una data da segnare: 25 dicembre 2025, avvio effettivo del Conto Termico 3.0.

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